" La de-produttività inizia quando iniziamo a accettare come normali le piccole perdite di tempo. "
Marco Belzani
Ricercatore della Produttività

Breve biografia di Marco Belzani

In mezzo a voi dalle 3.04 del 4 Gennaio 1982. Pesavo 4 Kg e 850 grammi, promettevo bene.
Ora so che la mia infanzia sarebbe senza dubbio stata etichettata con almeno una decina di disturbi sull’apprendimento, sull’attenzione e sui comportamenti sociali.
Fortunatamente queste malattie non esistevano ancora, quindi sono cresciuto sano.

Una malattia mi fu diagnosticata a 4 anni e mezzo: asma bronchiale. Una corsa di 10 metri poteva causarmi un blocco respiratorio.

‘Ci dispiace che i tuoi amici giochino tutti a calcio, tu non puoi correre’

E’ a quell’età che ho cominciato a germogliare una forma mentis anti-autorità che mi avrebbe accompagno per molti anni a venire.

Una forma mentis che aveva questo slogan: ‘Ah si? Maledetti, ve la faccio vedere io!’.

Quindi inizio a giocare a calcio come tutti i bambini della mia età, ma sto in porta perché il portiere è l’unico che non corre.
Poi ho scoperto che era anche quello che comandava e poteva dare ginocchiate al volo senza venire espulso.

Certo, se sbagliavo se la prendono tutti con me, ma quando facevo una parata miracolosa … vuoi mettere la soddisfazione di tutti gli applausi?
Fa parte del mio modo di vivere: mi interessa di più quello che posso avere rispetto a quello che rischio di perdere nel cercare di ottenerlo.

Il portiere è il giocatore solitario in mezzo alla squadra. Capisco di essere fatto per gli sport individuali, e quando capisco che forse tirare ginocchiate al volo mi esce meglio che fermare palloni, a 15 anni ripiego senza pensarci troppo sul pugilato (anche perché, come puoi immaginare, non ero un agnellino).

Il primo giorno in palestra mi guardano e mi dicono: ‘Sei troppo magro non vai bene’.

‘Ve la faccio vedere io!’.

Provo una certa avversità per il mondo docenti fino dalla prima media, quando un professore emerito consigliò ai miei genitori di spedirmi a lavorare subito dopo la licenza media: non ero abbastanza intelligente per studiare a parer suo.

Maledetto, te la faccio vedere io …

Odio sostanzialmente la scuola fino alla terza superiore, vado avanti più che altro per vendetta nei confronti di non crede in me ma nulla solletica davvero il mio interesse.
In quarta però cambio marcia, incontro per la prima volta due professori che credono in me: Venanzio Volpe (costruzioni) e Luigino Girardi (matematica).
Li onoro facendo prima Ingegneria Edile e Architettura e poi Psicologia.

Poi, quando i miei genitori avevano quasi iniziato a sperare in un figlio normale, decido di entrare nel mondo del lavoro passando per la più infima delle gattaiole: la vendita porta a porta.

Da ingegnere/psicologo a venditore porta a porta. Per parenti e amici ero senza speranza.

Ve la faccio vedere io …

Un essere umano medio durava 2 settimane in quell’ambiente, i più resistenti 20 giorni.
Io tiro dritto per 5 ANNI, 64 mesi per l’esattezza.
Il mio carburante è diverso dagli altri. Io lotto per vendetta.

Ve la faccio vedere io ….

Dopo 5 anni di mazzate, quando ormai mi ero abituato a prendere schiaffi morali come Rocky Balboa si era abituato ai ganci di Apollo Creed, decido di aprire un’azienda tutta mia.
In quegli anni ero giovane e privo di esperienza, commetto errori con la stessa frequenza
con cui Riccardo Ferri fa autogol.

Col senno del poi, l’unico errore che ringrazio il cielo di non aver commesso è stato non commettere errori per paura delle conseguenze. Beata incoscienza.
Imparo tanto. Studio tanto. Lavoro tantissimo. Guadagno poco.

Però sono affamato di conoscenza e ambizioso come pochi, inizio a formare venditori e creare reti commerciali. Sono bravo, mi esce bene.

Apro un’azienda di formazione vendita che chiamo HRA ITALIA e cedo la mia precedente azienda. Divento il Jordan Belfort di noialtri. Finalmente inizio a vedere qualche soldo stropicciato.

Negli anni successivi le mie esperienze imprenditoriali decollano: ho modo di studiare in modo approfondito le dinamiche dell’Intelligenza Relazionale, dei Sistemi di Vendita e dell’organizzazione aziendale.

Imparo e rimescolo tutto con le mie conoscenze psicologiche e ingegneristiche … la fame di conoscenza e informazioni sembra non placarsi mai.

Parallelamente mi affianco a 5 imprenditori molto più esperti di me, ed entro in gruppo di 3 aziende nel settore della metallurgia: Eurosteel Group.
Siamo una potenza: in 2 anni diventiamo una S.p.a. da 20 milioni di €uro l’anno. Inizio però a sentirmi stretto, il 3° anno il gruppo si sfalda e mi trovo scaraventato in mezzo alla strada, praticamente a secco.

Perdo tutto, diciamo per inesperienza: casa, macchine e azienda in 2 mesi.
Ricomincio, sono bravo a incassare e poi quando mi sento giù ho sempre la mia forma mentis …

Maledetti, Ve lo faccio vedere io …

Mi concedo 56 secondi di lacrime e sconforto, giusto per apparire umano e poterlo poi raccontare in questa storia. Poi mi rialzo, quasi trentenne con una carica energetica alle stelle.

Decido che è arrivato il momento di fermarmi un attimo a riflettere.

Mi passa per la testa una semplice domanda, che cambierà per sempre il mio modo di vedere il business. La domanda è: ‘E se invece di dire ‘Ve lo faccio vedere io’ cominciassi a dire: ‘Ve lo FACCIAMO vedere NOI’ …?
Voglio provarci.

Così a Febbraio del 2017 mi iscrivo ad un corso per imprenditori, non tanto in cerca di competenze ma più che altro di partner. Arrivo lungo con le registrazioni e l’unico posto per dormire è un B&B a più di 10 Km dall’hotel del corso.
Vabbè, pazienza.

Entro nel B&B e stringo la mano agli altri due inquilini, anche loro lì per partecipare al corso: “Piacere sono Marco Belzani”. “Piacere, noi siamo Filippo Dall’Igna e Marco Casagrande”.
Il corso è stato pessimo, tutti e 3 abbiamo chiesto il rimborso.
Gli inquilini invece sono stati ottimi.

A Novembre 2017 apro due Srl con Filippo e con Marco.
Oggi, più di 200 clienti dopo, di aziende ne ho aperte altre 2, che contano in tutto 20 collaboratori.
‘Noi ve la faremo vedere’ sembra che funzioni.

Nel 2020 ricevo da Laura, la mia compagna, la notizia che sarei diventato papà … e li tutto cambia. ‘Esagerato’ dirai tu ‘non sei il primo imprenditore che diventa padre …’
E’ vero, ma nel mio caso c’è una grossa differenza.

Non ti ho detto che all’età di 14 anni mi sono fatto una solenne promessa (per vari motivi che non mi dilungo a spiegare qui): quando sarei diventato papà, metà del mio tempo l’avrei passato con mio figlio o mia figlia.
Così, il 26 Marzo del 2020 venni chiamato a prestare fede a questa promessa e la mia giornata lavorativa passo dall’oggi al domani da 10 ore abbondanti a 5 ore (e non 1 minuto di più).

Lo scenario era questo: 4 aziende da gestire, una ventina di collaboratori, una cinquantina di clienti come consulente, metà di mille nuovi progetti in testa.

All’inizio non nego di essere stato piuttosto preoccupato: ho iniziato a studiare come essere più produttivo, come riuscire a concentrarmi di più e più a lungo.

Ho modificato anche il mio ambiente di lavoro rendendolo più asettico possibile e privo di distrazioni.

Fu lì che ebbi un’idea che rivoluzionò per sempre il mio concetto di produttività:

‘Sarei diventato più produttivo SOLO se avessi cambiato il mio mansionario, ergo: reso più produttiva la mia AGENDA’.

Da quel momento ho incanalato tutte le mie energie sull’argomento ‘Produttività’, con l’intento di creare un nuovo e più efficace metodo di organizzazione e pianificazione.

Un metodo che non fosse un metodo. Un metodo che tenesse conto delle caratteristiche specifiche della persone che lo usava. Un metodo incentrato su uno strumento: AgendaPro.

Tutto finalizzato a capire come lavorare di meno e produrre di più!

Oggi dedico più del 30 % del mio tempo alla Ricerca in ambito Produttività, il 20 % del tempo lo dedico a fare il consulente e l’altra metà la passo con la mia famiglia.
Ogni promessa è debito.

Non sono famoso per essere un gran motivatore, ne un simpaticone sul lavoro. Quanto a questo non sono cambiato molto da quando combattevo sul ring.
Sono per la praticità, l’utilizzo ottimale del tempo e del denaro e l’orientamento al risultato.

Combatto per vincere, non per partecipare.
E se non vinco mi chiedo cosa posso fare per vincere la prossima volta, non mi rassereno dietro la filosofia de ‘l’importante è partecipare’.

Odio sprecare il mio tempo e odio ancora di più sprecare quello degli altri. Lo ritengo un crimine senza perdono.
Per questo la mia missione è quella di riconnettere le persone con il loro tempo perduto, e quindi con il loro potenziale perduto.

Amo lavorare per priorità. Amo sporcarmi le mani e lavorare spalla spalla con i miei clienti. E amo aiutare gli imprenditori a realizzare quello che hanno in testa … tutto a patto che si lavori con al vertice la produttività.

Credo in un mondo del lavoro in cui le persone siano libere da gabbie, vincoli e stereotipi, per poter esprimere il loro massimo livello di produttività e condurre vite più fertili e più felici.

E per fare questo, credo che la chiave sia una sola: la produttività.

Produttività personale, aziendale e sociale.

Questa è la mia storia, questa è la mia mission e questa è la mia vita.
Almeno fino ad oggi .

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